Allied – Un’ombra nascosta

★★★

Durante la seconda guerra mondiale, un comandante canadese e un’agente francese fingeranno di essere sposati per compiere una missione. I due si innamoreranno; dopo anni, il comando avvertirà lui che ci sono sospetti sul fatto che lei potrebbe essere una spia tedesca.

“Allied – Un’ombra nascosta”, diretto da Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump) e scritto da Steven Knight (sceneggiatore di La promessa dell’assassino e sceneggiatore e regista di Locke) dondola su diversi generi, scommettendo su una storia spogliata dall’elemento fondamentale: la tensione. Il film è privo di quell’eccitazione di scoperchiare il mistero, per colpa di una sceneggiatura insufficientemente investigativa che dimentica per la strada di caratterizzare i personaggi. Così, mi sono ritrovato davanti un Brad Pitt limitato, insipido, che interpreta un personaggio difettoso troppo “formale e riservato” (semi-cit. film); Marion Cotillard, sempre bellissima, invece sembra più viva e da sola sorregge parte del film, nonostante il suo personaggio parli anche meno di quello di Pitt.

Quindi, secondo me, il problema fondamentale del film è che vediamo due ghiaccioli sconosciuti che inspiegabilmente si innamorano. Manca completamente quel guizzo amoroso, quel tenue scintillio tipico dei film sentimentali. Certo: Allied non è semplicemente un film sentimentale; tuttavia il soggetto è indubbio e il loro amore resta una parte fondamentale del film. Questa grave mancanza fa sprofondare l’intero sviluppo, perché i personaggi saranno privi di consistenza, mancanti di quel sentimento fondamentale per coinvolgere lo spettatore, quindi non esisterà quell’ambiguità indispensabile per incuriosire attraverso il mistero.

Eppure, colpo di scena, Allied non solo non è da buttare, ma secondo me merita addirittura la sufficienza. Questo perché, nonostante la spiacevole mancanza da parte della sceneggiatura sui personaggi, la storia prosegue sicura e veloce. Quindi Allied non solo non annoia mai, ma intriga e lo fa sin dalle prime scene; sarà l’atmosfera da spy story, sarà che è girato magnificamente. Infatti, Zemeckis ha girato delle scene chiave meravigliose[1] che praticamente, per me, salvano l’intero film. Ovvero fanno quello che il finale commovente avrebbe voluto fare.

È stimolante immaginare l’avvincente soggetto di Allied nelle mani di uno sceneggiatore più adatto, il quale avrebbe potuto concentrarsi di più sulla costruzione dei personaggi e del loro rapporto prima di metterlo in discussione.

Allied è un film girato benissimo e scritto malamente; tuttavia, riesce in quella caratteristica fondamentale per la conservazione di molti titoli: intrattiene. E forse non voleva fare altro.

1. La scena della tempesta di sabbia mentre loro son in auto; la scena dell’assassinio; la scena in cui Brad Pitt è a letto in attesa della telefonata; la scena della festa; la scena della prigione. Praticamente tutte le scene principali sono magnifiche.

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