Lady Bird

★★★

Christine ‘Lady Bird’ McPherson, all’ultimo anno di liceo, si scontra contro la madre, la situazione economica della famiglia e il mondo provinciale in cui vive per andare a studiare a New York.

Lady Bird, scritto e diretto da Greta Gerwig, può lasciare perplessi: ad alcuni atteggiamenti banali, risponde con sembianze più persuasive. In questa combinazione contraddittoria, ne emerge un film che si sottopone al giudizio dello spettatore attraverso un criterio molto personale. Lady Bird è un film difettoso, tuttavia è capace di appassionare attraverso una storia che, seppur sia comune, viene raccontata per coinvolgere ed emozionare.

L’aspetto più banale Lady Bird lo dimostra in alcune scene, nelle quali la sceneggiatura confessa qualche stereotipo dozzinale e largamente abusato del genere; ciò nonostante, il film dà prova di non essere affatto banale, anzi, quindi questi scivoloni si possono scagionare ammettendo, semplicemente, che gli adolescenti sono grossolani, con questi dialoghi consueti e questi caratteri standardizzati. È un’interpretazione plausibile per un film che fa di tutto per essere verosimile; quindi, alle scene scontate, si intervallano altre nelle quali Lady Bird mostra una notevole autenticità e una saggezza significativa; anche se procede fino alla fine sul bilico tra banalità e originalità.

È affascinante il racconto di questa adolescente ambiziosa ma altrettanto fragile che, con furbizia, escogita sempre nuovi metodi per sopravvivere. In un mondo che le è ostile, Lady Bird, la quale si è data da sola questo nuovo nome per crearsi la propria personalità (ritroviamo l’importanza identitaria del nome che Gerwig ha esaminato con Baumbach nel film che hanno scritto insieme, Frances Ha), è indotta a innalzare un’indole superba per non essere rinchiusa nel ruolo le hanno destinato. Lei vorrebbe prendere parte a qualcosa di bello, lontano dall’insoddisfazione provinciale che ha patito per tutta la sua vita. Il personaggio è scritto bene: odiosa e disarmata, ribelle e gracile; in una parola, irrazionale, come solo gli adolescenti sanno esserlo. Ronan è bravissima nella parte, poiché riesce perfettamente a stare dietro al carattere sconclusionato.

Intorno a Lady Bird sussiste un mondo popolato da persone debilitate dalla vita che inseguono una parvenza dignitosa, chi per non essere allontanato (il primo ragazzo), chi per non affondare (il padre); persone che nascondono con compostezza la loro fragilità pur di occultare i loro sentimenti. Il maggior pregio del film è proprio quello di essere intenso anche attraverso piccoli dettagli che sembrano secondari; pensate al ruolo del pianto come una rassegnazione: il prete che scoppia a piangere, così come l’amica amareggiata (si è capito perché, no?); oppure lui, quello che ritengo essere uno dei personaggi migliori: il padre di Lady Bird (Letts); il quale nell’indigenza e nell’infelicità trova le forze per elargire con dignità la propria felicità alla famiglia; toccante la scena del dolce di compleanno.

Il modello familiare del film è di un gruppo disparato che entra spesso in contrasto e altrettanto spesso si cerca. In questa famiglia chiassosa e autentica, vi è quello che ritengo essere uno degli elementi di spicco del film: il rapporto tra Lady Bird e sua madre (una bravissima Metcalf). Anche qui, Gerwig offre una scrittura autentica e schietta. Sono due personalità contrastanti capaci di dirsi terribili cattiverie come soltanto le famiglie incazzate sanno fare; però poi si ritrovano, nonostante siano orgogliose. Non dimenticherò facilmente uno dei loro litigi, poiché mi ha impressionato la lucidità dei dialoghi. D’altronde la madre elargisce spesso verità pungenti a sua figlia. In questo splendido rapporto si intuisce un’anima autobiografica da parte di Gerwig.

Gli elementi riusciti di Lady Bird superano di gran lunga le sue carenze: l’intelligenza della seconda parte supera la speditezza eccessiva della prima; la divertentissima scena in cui l’allenatore spiega la recita supera quella scontata delle ostie; la nitidezza dei rapporti umani supera le banalità cinematografiche. Gerwig corre spedita, purtroppo si prende poco tempo per mettere davvero a nudo il suo personaggio e cede alle contaminazioni del genere; tuttavia, il suo film è arguto e riesce a mostrare con consapevolezza alcuni meccanismi umani e familiari che raramente ho visto al cinema. La superficialità di alcuni ragionamenti è tipica dell’età adolescenziale, la stessa che Gerwig vuole raccontare con coscienza e onestà, riuscendoci perfettamente, nonostante tutto.

Lady Bird è un film imperfetto, ma la sua intelligenza non lo fa notare. 

 

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