comment 0

Una donna fantastica

★★★

Durante la notte, improvvisamente, Orlando si sente male. Nonostante la prontezza della sua compagna Marina, morirà poco dopo in ospedale. Per Marina inizierà un’avventura dolorosa contro la prepotenza della famiglia di Orlando che si scaglierà contro la sua natura transgender.

Con Una donna fantastica, il regista cileno Sebastián Lelio racconta un’epopea moderna in cui la sua eroina, Marina, resiste alle numerose vessazioni provenienti da ogni parte e in svariati atteggiamenti, dai più feroci ai più indifferenti, che in maniere diverse mortificheranno la sua natura transgender. L’accanimento è meschino, tuttavia il merito di Una donna fantastica è quello di dipingere una protagonista formidabile (appunto, fantastica), che con un atteggiamento inflessibile affronterà le umiliazioni con fierezza.

Il merito è sicuramente della protagonista Daniela Vega, attrice e cantante lirica che saprà trasmettere il doloroso coraggio con cui il suo personaggio è obbligato ad affrontare le vicende del racconto. Resterà granitica davanti alle vessazioni più umilianti, e non parlo di quella più aggressiva. In numerose scene, infatti, e attraverso dettagli anche minuscoli (quando bacia il fratello, questo si pulisce la guancia quando è ormai lontano, sullo sfondo), la sua natura transgender è continuamente molestata. La svalutazione della sua persona è uno spettacolo doloroso; viene definita una “Pura perversione”, come se la sua persona fosse finta, immeritevole di rispetto; il suo dolore viene ignorato in uno dei dialoghi più significativi del film, quando le dicono “Non hai rispetto per il dolore altrui”.

Marina dice all’ex moglie del compagno “Lei è normale… Lei è la regola”, e l’altra annuisce convinta; Una donna fantastica rappresenta perfettamente questo divario che la gente “normale” avverte verso i transgender. Questa diversità crea una contraddizione imparziale, dove la persona transgender sarà sempre vista come quella persona a cui è possibile scegliere di negare quei diritti fondamentali. “Non hai rispetto per il dolore altrui” comunica un egoismo sociale spaventoso, poiché si differenziano i dolori individuali in base alla natura sessuale.

Marina si vede davvero spogliata (letteralmente) di ogni legame avesse col morto soltanto per la sua natura transgender. Una donna fantastica è più volte emozionante, tuttavia ricordo con particolare malinconia la scena in cui canta “Sposa Son Disprezzata”, l’aria d’opera italiana di Geminiano Gianomelli, poiché si percepisce l’afflizione con la quale sta subendo le angherie. Perché nonostante l’apparenza granitica, nonostante le sue pose trasmettano fermezza, resta un essere umano ovviamente emotivo.

Quindi peccato che Lelio spreca, in parte, la sua occasione: se nella prima parte Una donna fantastica scorre grazie a una narrazione spontanea, giocando anche con gli equivoci (non sapevo la trama del film prima di iniziare a vederlo), nella seconda parte scade più volte nei cliché del genere, e in alcune scene diventa persino banale. Con alcuni argomenti è facile scadere nella retorica è purtroppo Lelio non si sforza molto per non cascarci, anzi, sembra che li vada a cercare, inspiegabilmente vista la prima parte del film, la quale è scritta davvero bene.

Una donna fantastica racconta una storia amara ma coraggiosa; peccato per la retorica di alcuni sviluppi. 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...