[…] La scelta di McKay è unica e gigantesca: quella di costruire un racconto spericolato, a tratti eccessivo – ma di quell’eccesso che soltanto i grandi autori riescono a domare. In questo treno inarrestabile si intravedono le conseguenze che il capolavoro The wolf of wall street sta provocando nel cinema; c’è l’influenza di Aaron Sorkin e del suo Molly’s Game; si intuisce la stravaganza artistica che Sorrentino avrebbe voluto avere mentre girava Loro. […]

Mi piace