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Loro 2

★★

Berlusconi vorrebbe ritornare al governo e fa di tutto per riuscirci. Intanto, mentre c’è chi tenta di attirare la sua attenzione, la moglie al contrario è sempre più distante.
ARTICOLO SU LORO 1. 

Con Loro 2, insomma questa epopea cinematografica di Paolo Sorrentino volge al termine. Prima di commentare l’intero progetto, bisogna concepire questo secondo capitolo come un film a sé, proprio come ho voluto fare con il primo. Effettivamente, le due parti appaiono discontinue; la storia, già indeterminata di suo, non è né uniforme né continuativa tra i due capitoli (altri protagonisti, altre situazioni); quindi, la divisione di Loro (progetto) corrisponde a una distinzione caratteriale dei due film e risulta facile differenziarli.

Questo secondo capitolo è ancora meno attraente del primo. Finalmente Silvio si vede bene; con lui, il suo personaggio viene esaminato e considerato in quello che probabilmente è il film che molti spettatori speravano di vedere sin dal primo capitolo (invece, ho già espresso il mio parare positivo riguardo l’idea di costruire un film su di Lui senza mostrarlo). Il risultato dell’analisi è affascinante: il personaggio di Silvio è quasi incantevole.

Grazie anche all’ottima interpretazione di Toni Servillo, si avverte l’importanza del personaggio, non solo perché qui è mostrato, a differenza della prima parte. Sorrentino non scopre mai l’uomo al di là del personaggio, tuttavia è interessante vedere questo squalo subdolo e patetico, di grandissimo carisma ma corroso da sicurezze intrinseche. È un personaggio affascinante a cui si chiede di “Fare l’uomo e non il buffone“, ciò nonostante non ne è capace; non si palesa mai la sua vera persona, anzi la sua è “Un’infinita e ininterrotta messinscena“.

Il suo sorriso è indistruttibile: Lui non si offende mai. Lo vediamo essere sottoposto a parecchie cattiverie ed è affascinante, da spettatore, vederlo all’opera e districarsi tra le sue ambizioni e paure. Se Loro 1 era più festoso e positivo, Loro 2 mostra un mondo più patetico e malinconico. Anche se intorno a sé crea devozione e ammirazione, il personaggio di Berlusconi è sconsolato e afflitto; intorno a sé ha solo apparenze e simulazioni, d’altronde è sì un buffone, ma racconta barzellette che non fanno ridere; pendono tutti dalle sue labbra, ma il suo sembra un potere quasi fasullo. Un gioco immaturo tra mocciosi snob.

Loro 2 però non riesce a reggere il suo personaggio prediletto e Sorrentino scivola ancora sulle sue ambizioni. Lo stile di questo secondo capitolo è meno ricercato del primo; ora la storia è più efficace, tuttavia il film resta indeterminato e impacciato, con scene che spaziano dal genio (il finto trailer) al trash più volgare (il musical). Il problema ancora una volta non sono le idee, ma la realizzazione: Loro 2 appare esaltato e montato, ma soprattutto lento e incredibilmente noioso.

La mediocrità artistica guadagna bassezze che è difficile ignorare, soprattutto in un’opera così estesa. È un progetto copioso di fatti, i quali tuttavia non meritavano tanta premura da costringere una scissione piuttosto che un lavoro di riscrittura. Questo perché Loro 2 è scritto maldestramente e alla fine riesce a esprimere la personalità di Berlusconi soltanto attraverso lunghi dialoghi in cui ogni cosa è espressa con chiarezza, sino a far apparire tutto falsificato. Pensate alla scena iniziale (o al litigio, non aggiungo altro): ogni cosa detta è evidenziata, chiarita fino all’irritazione. Sorrentino anziché costruire un personaggio, lo volgarizza per lo spettatore. Non dimostra ma spiega com’è fatto, e lo fa nonostante abbia avuto a disposizione un film di oltre quattro ore per mostrarlo.

L’insuccesso dell’epopea sorrentiniana è amara perché c’era tantissimo potenziale. Ripenso alla desolante atmosfera della festa: il lusso e lo snobismo coprono a malapena il marciume della situazione; il pianobar deprimente accompagna una festa senza divertimento. Ripenso alla scena del balletto, in cui sentiamo il rumore che i corpi delle ballerine provocano sbattendo contro il palco, distruggendo immediatamente l’armonia e la sensualità della scena. Quindi si percepisce alla base un mondo sporco e finto. C’era del potenziale nella costruzione di un personaggio così sfaccettato, mentre Sorrentino si muove confuso e disordinato e costruisce un’accozzaglia vanitosa, in cui troppo è incerto, impacciato. Inoltre, non ho gradito i risvolti dell’ultima parte del film: se prima i fatti raccontati assomigliavano solo a quelli reali, il film alla fine diventa più fedele alla realtà, troppo, tanto da stonare con tutto il resto; però la realtà arriva in tempo per concludere retoricamente il discorso di Loro.

Loro non è un progetto brutto, tuttavia appare goffo e disarmonico. Il lavoro finito è poco equilibrato e il risultato appare disordinato; a tratti sbrigativo, ad altri tratti troppo saccente. Un vero peccato. 

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