Upgrade

★★★½

Upgrade è la dimostrazione che, quando si dispone delle giuste capacità, anche una traccia elementare e abusata come quella del revenge movie può dare origine a un ottimo film. Upgrade è un b-movie e in nessun momento ignora la sua natura, quindi ha alcuni sviluppi scontati, lo svolgimento è lineare e sempliciotto, ma la qualità con cui è girato, gli espedienti con cui fa divertire e il modo in cui intrattiene, stupiscono spontaneamente.

Il merito è di Leigh Whannell, attore (era uno dei due uomini rinchiusi nella stanza del primo Saw – L’enigmista, film che ha pure scritto) e sceneggiatore di lungo corso, qui è nelle vesti di sceneggiatore e regista del suo secondo film. Dopo un’osservazione più attenta, quindi oltrepassando lo svolgimento lineare, il suo Upgrade dichiara una personalità eccezionale, densa di idee nonostante la sua indole umile.

Lo stile con cui Leigh Whannell dirige le scene d’azione è straordinario: Upgrade riesce a essere sobrio finché non scoppia l’azione, in quel momento libera un carattere imprevisto che sbalordisce ed esalta. Gli amanti del genere d’azione saranno divertiti da alcune scene di Upgrade, perché è in grado di essere imprevedibile, anche nella misura in cui sceglie di essere violento, decisamente oltre il limite del genere.

Leigh Whannell fa un ottimo lavoro. Il racconto di Upgrade include numerose scene ben fatte, da quelle d’azione già citate ad altre più narrative, adoperando inquadrature ingegnose e una messa a fuoco sempre vigile. Upgrade è bello da vedere, la fotografia è forse caratteristica del genere fantascienza, con angoli scuri e luci al neon che fanno brillare i personaggi, però funziona, anche grazie alla presenza di musiche eccellenti che trascinano lo spettatore. L’esperienza si sposa perfettamente con il mondo futuristico in cui ambientato il film, un futuro credibile non troppo lontano. Leigh Whannell non forza la mano, probabilmente per mancanza di budget, però la descrizione del futuro appare concreto proprio per la sua elementarità.

D’altronde, Upgrade è un film con delle idee, trovate narrative che funzionano. Non serve l’esoscheletro che Matt Damon indossa in Elysium di Neill Blomkamp per amplificare l’illusione, né serve l’inefficace caratterizzazione futuristica di Mute di Duncan Jones per ricreare un’atmosfera suggestiva. Logan Marshall-Green si muove semplicemente come se stesse giocando a fare il robot, e noi spettatori ci accontentiamo, perché Leigh Whannell ricambia con un film semplice ma originale, ci inserisce una mega-citazione di HAL 2000 e un discorso acuto sulla biomeccanica, ma noi possiamo ignorare tutto ciò, guardare Upgrade e divertirci.

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