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One-way to tomorrow (Ozan Açiktan, 2020)

by robertodragone
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Il primo film originale Netflix prodotto in Turchia è One-way to tomorrow (Yarina Tek Bilet), una commedia romantica diretta dal regista Ozan Açiktan che racconta la storia di una ragazza e un ragazzo che si conoscono durante un viaggio notturno in treno, durante il quale scopriranno di avere più cose in comune di quanto pensassero inizialmente. Il soggetto è già stato collaudato da altri film, basti pensare a Prima dell’alba (Richard Linklater, 1995), il primo della trilogia ormai cult, tuttavia One-day to tomorrow è differente dal film di Linklater poiché, se la premessa iniziale è quella di trovare qualsiasi pretesto perché i due protagonisti rimangano insieme affinché si conoscano, dopo il film di Açiktan rivela allo spettatore un carattere più drammatico.

One-way to tomorrow appartiene a quel genere di film in cui lo spettatore vorrebbe perdersi: due sconosciuti che si raccontano e si (ri)conoscono, ma soprattutto si rivelano; il film di Açiktan peròha in serbo una trama intricata, la quale origina una struttura narrativa ordinata da una serie di continue scoperte. La sceneggiatura non riesce sempre a originare dei risvolti coerenti, soprattutto nella seconda parte e nel pre finale, quando un risvolto inevitabile non viene giustificato e appare assolutamente incongruente. Però ho visto One-way to tomorrow sotto un altro punto di vista: un viaggio razionale che i due protagonisti intraprendono con lo scopo di affrontare direttamente i traumi mai superati del passato.

One-way to tomorrow vorrebbe essere una commedia romantica, però si concentra poco su questo genere e si impegna soprattutto in un tono più riflessivo, nel quale i due protagonisti affrontano (finalmente) la propria vita e quei pensieri scomodi che quotidianamente hanno ignorato e che li hanno condotti a una vita infelice. Se a una comune rom-com interessa lo sbocciare di un amore, One-way to tomorrow invece afferma: «La gente pensa che l’amore nasca all’istante. Pensano solo all’inizio. Nessuno è interessato a mantenerlo vivo». Questo carattere pensante distrugge la vena romantica necessaria per il genere, tuttavia si rivela una conseguenza interessante: One-way to tomorrow ha delle scene in cui ascoltiamo dialoghi perspicaci; peccato che a queste scene si alternano scene in cui i due protagonisti, che tutto sommato funzionano, dicono cose banali – e se questa caratteristica si può giustificare dalla natura umile dei personaggi, altrettanto non si può dire di quei dialoghi che invece risultano forzati e finti.

Però se l’inizio di One-way to tomorrow promette un film leggero, i risvolti sapranno rivelare argomentazioni interessanti su alcuni problemi esistenziali, dall’insicurezza dell’essere umano a la capacità di saper affrontare i rimpianti. Si intravede il potenziale nel soggetto, in quella pateticità che i personaggi esprimono nella seconda parte del film, quando One-way to tomorrow sembra ambientato direttamente nel subconscio dei due protagonisti, poiché questi saranno capaci di confessioni sincere sulla propria infelicità; quindi peccato che questo potenziale non sia stato sfruttato fino in fondo.


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