Home 2020 The lovebirds (Michael Showalter, 2020)

The lovebirds (Michael Showalter, 2020)

by robertodragone
0 commento

The lovebirds è la nuova commedia Netflix di Michael Showalter, regista che ha diretto quella che definisco come una delle rom-com più oneste e deliziose degli ultimi anni, The big sick (2017). Il contesto produttivo era completamente diverso: The big sick è stata scritto da Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani, una coppia nella realtà che ha sfruttato la sceneggiatura per raccontare la loro storia; nel film Nanjiani interpreta se stesso. Invece, The lovebirds è una commedia degli equivoci ideata soprattutto per intrattenere, dietro non ha un contesto produttivo particolare e curioso come The big sick. La storia è quella di una coppia che per errore assiste a un omicidio la stessa sera in cui si sta lasciando, quindi si troveranno costretti a collaborare per risolvere l’intrico. La rom-com incontra gli elementi thriller in un miscuglio interessante che però non riesce a mettere in salvo The lovebirds, che si rivela uno dei film più brutti che ho visto negli ultimi anni.

The lovebirds pecca sotto praticamente ogni aspetto, ma nessuno dei disastrosi problemi, come i buchi nella trama, i tempi morti del plot narrativo o le forzature per far avanzare la storia, risulterebbero così rilevanti in un film che punta a far staccare la spina se non ci fosse l’errore più grave: la terribile assenza di divertimento. Il susseguirsi di equivoci mette in evidenza le mancanze caratteriali dei protagonisti, in modo che possano avere l’occasione di affrontare le loro paure e i loro difetti, tuttavia i personaggi risultano delle macchiette inverosimili e per niente divertenti. Nonostante il tentativo che spinge la caratterizzazione dei personaggi verso una morale impegnata (le battute contro il razzismo, il ragionamento sull’incomunicabilità che porta verso la solitudine, l’apparenza sui social-network), i protagonisti non hanno carisma; lui è un lagnoso che vorrebbe essere divertente, lei fin troppo monotona, insieme formano una coppia di chiacchieroni fastidiosi che rendono il film noioso e difficile da seguire.

Se The lovebirds si crede divertente è colpa di quell’elemento che è la causa principale di ogni bene o male in un film: la sceneggiatura. Scritta da Aaron Abrams e Brendan Gall, la sceneggiatura è lenta e goffa e presenta numerosi errori da scrittori inesperti, soprattutto nei numerosi tempi morti che costellano un film che comunque non dura molto. A peggiorare le cose è la regia di Showalter, che rende il racconto visivo a tratti confuso e affrettato. Poi ci sono i due (o tre, c’è anche il mitico Paul Sparks) attori protagonisti che risultano impacciati, anche se potevano fare ben poco davanti una sceneggiatura simile. L’unico elemento che salvo è la fotografia, anche se sembra una presa in giro. Tutto il resto di The lovebirds è un’accozzaglia di impersonalità e noia, ed è un peccato, perché le premesse per un film che facesse divertire c’erano tutte.


leggi anche

Lascia un commento

Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Pensiamo che vada bene per te, ma se lo desideri puoi rinunciare. Accetta Leggi di più